“La spesa che non pesa” e invece è pesantissima.

Cara Coop,

io ti sono davvero molto grata per aver messo su un sistema di ordine online e consegna a domicilio della spesa. Chiunque lavori a tempo pieno in una città cronovora¹ come Roma sa benissimo come questo servizio possa svoltare la giornata, la settimana e soprattutto i fine settimana, che tutto si vuole fare tranne che spenderli in fila al supermercato.

Certo però che già che c’eri, potevi anche sforzarti un pochino di più e progettarlo meglio il sito, eh? Ti faccio qualche piccolo esempio, giusto per spiegarti cosa intendo.

Il simpatico menù collassabile a sinistra (nomen omen!), quello con millemila categorie alimentari e non: ti eri accorta che non è pienamente compatibile con Chrome? Oppure hai mai provato a usarlo su un net-top o un qualsiasi aggeggio con uno schermo a 10-12 pollici? Ecco, c’è da diventarci matti.

E se io volessi ovviare al menù, magari anche perchè certe categorie e sottocategorie sono discutibili (lo yougurt intero biologico bianco sta sotto bio ma non sotto bianco, ed entrambi sotto intero e non sotto salutistico)? Proviamo con la ricerca prodotti. 5 su 10 mi darai un simpatico errore (java, sql o oracle, fate voi) come questo:

Ma poi mi accorgo che c’è la ricerca veloce! Fantastico, ma come mai c’è la ricerca veloce? Sarà mica che quella standard è…lenta? Mah, proviamo. Ah, ecco, la ricerca veloce in realtà è più intelligente dell’altra perché visualizza i risultati con dei breadcrumb alle categorie di appartenenza (in effetti, utile). Peccato però che i link dei breadcrumb non sono cliccabili. Vuoi vedere che in fondo non si tratta di un breadcrumb vero?

Proviamo a tornare indietro allora… vado con il back del browser (come fa il 90% degli utenti)? Sbagliato!! La pagina viene ricaricata e la mia ricerca è perduta per sempre, così come i prodotti nel carrello! E giù improperi e disperazione e anatemi.

A meno che io, saggiamente, non abbia salvato il carrello. Io alla terza spesa persa con carrello stracolmo, ho imparato a salvare il carrello dopo ogni singolo prodotto aggiunto. Una cosa da demolire la pazienza anche di Madre Teresa di Calcutta (pace all’anima sua). Non solo ricarica la pagina ogni volta, ma un simpatico pop-up mi informa che il carrello è stato aggiornato correttamente. Solo che devo cliccare su OK per confermare al sistema che sì, ho letto, grazie. Centoventiquattro click su OK per una spesa media. Ma ci sta, suvvia: almeno sto tranquilla.

…sicura sicura? Ieri faccio la spesa e non la completo perché non so quando sarò in casa per la consegna. Completo il carrello e lo salvo, dandogli persino un nome: “spesa dell’11 settembre” (la cabala doveva pur dirmi qualcosa).

Oggi scopro di avere uno spazietto libero e corro a recuperare il carrello:  il nome del medesimo non lo trovo da nessuna parte (ma magari sono io, l’utonta²). Provo a cliccare su “carica carrello salvato” e mi compare effettivamente nella pagina. Ma non è mica fatta, eh? Il carrello “caricato” non è veramente inserito nel carrello: è solo richiamato nella pagina! Quindi in fondo in fondo alla pagina (sia mai che lo notiamo subito) compare la scelta di “aggiungere al carrello” oppure “sostituire al carrello”. Visto che avevo un prodotto nuovo messo in carrello oggi, clicco su “aggiungere”. Ovviamente non si aggiunge nulla, e me ne accorgo perché fa fede il conto in euro che mi compare sulla destra della pagina. Resta fermo su un paio di euro. Non può essere.

Allora riprovo con “sostituisci”, tanto quell’unico prodotto ci metto un attimo a ripescarlo e aggiungerlo dopo, no? No. L’intero carrello salvato si cancella e il mio nuovo carrello è composto dal pacco di zucchero di oggi. Un bel pacco, è il caso di dirlo.

Io ci rinuncio.

I ragazzetti che mi mandi a casa sono simpatici e sorridenti, e questo è bellissimo, lo so.

Però io ci combatto tutti i giorni coi siti non usabili, per lavoro, per piacere, per la contabilità, per la banca: se ora devo impazzirci anche per la spesa online, che in teoria dovrebbe farmi risparmiare tempo, allora sai che ti dico, cara Coop? Allungo sulla via del ritorno e vado all’Auchan. Non per ripicca, è che hanno molte più cose senza glutine di voi.

Senza rancore.

(Ma tu, cara Coop, ci hai mai pensato a quanti  mancati introiti ti perdi per strada per non aver testato a sufficienza l’usabilità e l’affidabilità del sistema? Ecco. Fatti due conti, e se non sei completamente imbecille, assumi uno UX designer per rifarti l’e-shop come si deve.)

¹Me lo sono appena inventata questo termine, d'altra parte chi vive a Roma sa di cosa parlo, chi no... questo è il mio blog, faccio come mi pare! ;)
²Termine che odio, utilizzato in genere dalla IT per deprecare gli utenti quando dimostrano la pessima usabilità delle loro soluzioni digitali.
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9 thoughts on ““La spesa che non pesa” e invece è pesantissima.

    • Ehehehe…simpatico l’episodio di Adaptive Web Design, si vede che non avevano adattato abbastanza il design dell’e-shop 😉
      Sulla Apple non mi pronuncio, che è meglio.

      Piuttosto, ma tu chi saresti? L’anonimato è ferreo oppure no? Ciao! 🙂

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  1. Pingback: “La spesa che non pesa” e invece è pesantissima. | information architecture | Scoop.it

  2. ah ah! hai descritto perfettamente e in modo molto realista e simpatico la fatica e lo sconforto di chi tenta di fare la spesachenonpesa. anche io me ne tornerò da auchan. peccato, pero…

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  3. Pingback: La ‘spesa che non pesa’ continua a pesare « raffiro

  4. Pienamente d’accordo,esperienza ben narrata,vissuta da me più volte,solo che non posso ovviare in altra maniera visto che sono invalido e non posso muovermi,e meno male che la Coop con il servizio dovrebbe sopratutto aiutare quelli come me.

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      • Scusami,ti rispondo subito,sarò o sembrerò pedante,ma non più tardi,di due ore fa,ho fatto la spesa,grossa perche si avvicinano le feste,ho impiegato 90 minuti per effettuarla,poi l’ho parcheggiata per controllare il frigo,alla riapertura del sito la mia spesa era sparita,volatilizzata,inesistente,per stasera basta,riproverò domani,certo che la Coop è una spesa che pesa.

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  5. Salve a tutti,
    la spesa che torna indietro.
    Fate molta attenzione, l’idea è bella se funzionasse, sono disorganizzati,
    Ho fatto la spesa, pagata con carta di credito on line, la consegnano per poi portarsela indietro, in quanto non risalutava il pagamento.
    Non fate molto affidamento, se volete che la spesa vi sia consegnata incrociate le dite. Se poi accadano disguidi, ti raccontano che stanno riorganizzando il servizio il personale non è all’altezza. etc.etc.
    Inoltre se prendete prodotti a consumo dal banco, vi consiglio di ricontrollare il peso.

    Che peccato!!!

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