Rainbow Magicland e la bacchetta magica per orientarsi!

Ieri, con la scusa di intrattenere la bimba di alcuni cari amici, sono stata al Rainbow Magic Land (o Magicland? o MagicLand? boh) e da appassionata di parchi divertimento ecco la mia recensione personale e un po’ anche professionale. 😉

Cominciamo dalle cose positive, ché non voglio praticare lo sport nazionale del “demoliamo tutto ciò che è nostrano a prescindere”.

Il parco è bello: le ambientazioni, gli spazi verdi e coperti, le attrazioni sono degni di un parco divertimenti moderno. C’è lo spazio per i piccoli e i rollercoaster per i grandi, c’è modo di rinfrescarsi e di vedere gli spettacoli. Pur non avendo il plus dei marchi più noti secondo me non gli manca nulla, anche in previsione di espansioni future.

Il personale è stato gentilissimo e sorridente, per tutto il giorno, sia nelle attrazioni che negli infopoint o ai punti ristoro. La cosa merita di essere menzionata perché nell’esperienza utente il fatto di venire accolti umanamente bene conta moltissimo. E diciamo che in Italia non si può dare per scontato perché accade ancora troppo poco spesso.

Altra nota di merito, i bagni erano puliti e sempre dotati di carta igienica e sapone (anche questo è raro da noi, quindi va fatto notare!).

L’offerta di cibo accontenta un po’ tutti, dal pasto veloce fino al ristorante di lusso, che non ho provato.

Per me che sono intollerante al glutine è stato bello avere possibilità di scelta con piatti surgelati certificati (anche se consiglio un cambio di marchio, molto meglio i DS!). Magari il rapporto/qualità prezzo andrebbe corretto, ma insomma.

12 euro per il pollo peggiore che io possa ricordare

E passiamo alle note dolenti che purtroppo non sono mancate, ma essendo risolvibili spero si adoperino per migliorarle presto.

E’ molto difficile orientarsi nel parco: una bacchetta magica sarebbe davvero servita!

Dico orientarsi e intendo:

  • La mappa cartacea fornita non aiuta a capire quali attrazioni, ristoranti e altro ci siano, è praticamente illegibile
  • Nei vialetti del parco non c’è un singolo cartello che indichi la direzione di questa o quella attrazione (sono limitati ai bagni, ai carabinieri, al bancomat, ecc.)
  • Si fatica a capire persino dove si entra e ci si mette in fila per un’attrazione, finendo per girarci intorno
  • La cartellonistica è poco chiara, specie riguardo i limiti di accesso per età o altezza (viene sempre usato il simbolo del divieto anche se in realtà si vuole indicare che il bambino al di sotto di una certa età può entrare ma solo se accompagnato).

L’amara sorpresa una volta arrivati all’area dei piccoli

Gli orari di apertura e delle attrazioni non vengono comunicati efficacemente.

Diciamo che la comunicazione tutta andrebbe rivista: il sito, interamente in flash e pieno solo di video non facilita chi vuole programmare un percorso o avere informazioni dettagliate. Per dire, non c’è nemmeno un elenco di tutte le attrazioni adatte ai più piccoli.

E a proposito di informazioni  mancanti o intempestive, io ero con una bimba di 4 anni e avevo organizzato un certo percorso e una tempistica, e quando arrivo all’apertura del parco (10:00) scopro che:

  • Il percorso più breve dall’entrata all’area dei piccoli è chiuso fino alle 11:00 (?). Per arrivarci tocca fare il giro lungo intorno al lago
  • L’area dei piccoli apre solo alle 10:30
  • Due attrazioni dell’area dei piccoli aprono alle 14:00 (vedi foto sopra).

Tutte queste preziose informazioni non solo non compaiono sul sito né nell’orario giornaliero degli spettacoli o eventi ma vengono fornite in loco o da persone messe lì a sorvegliare il divieto di accesso o da poster affissi sopra ai cartelloni delle attrazioni. In entrambi i casi vengono date troppo tardi per chi si era organizzato e magari ha bimbi scalpitanti al seguito.

Quindi ecco che diventano del tutto inutili le mail di reminder o di commiato, che tra l’altro tradiscono lo zampino di qualche amante dei database. A cosa serve questa e-mail? Non c’è nemmeno un questionario di soddisfazione da riempire.

Insomma, in definitiva un parco così a due passi da Roma ci voleva. Ma c’è da lavorare per arrivare anche solo a scalfire la qualità dei parchi più noti. Coraggio, si può fare!

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